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Oiseaux -Tempête

AL-'Un! الآن (Sub Rosa) CD-2LP

 

Oiseaux-Tempête, l'uccello delle tempeste europeo é un piccolo volatile marino, il suo colore é scuro, tendente al petrolio, tenendosi rasente all'acqua segue spesso le navi velocemente fino in mare aperto, spingendosi dall'Europa fino alle coste africane. Proprio il mare e il viaggio sono gli elementi fondamentali che stanno alla base del progetto voluto dal duo francese composto da Frédéric D. Oberland e Stéphane Pigneul che con questo nuovo AL-'Un! الآن ( "Adesso!" In arabo) chiudono una trilogia iniziata nel 2012 con l'album omonimo e proseguito due anni dopo con Ü T O P I Y A ?.
Un lavoro concettuale, estetico e politico insieme attorno al quesito fondamentale del "che fare?". Come costruire qualcosa insieme, rifiutando la prospettiva della catastrofe, aggrappandosi al presente, cercando un dialogo tra le diverse culture del mediterraneo, partendo da quel mare che oggi sembra diventato solo un immenso cimitero.
Dai disordini sociali, economici e politici della penisola greca, alle proteste di Gezi park contro il governo islamico conservatore in Turchia fino al cuore della "tempesta", quel Libano che ancora oggi porta le stimmate di 15 anni di guerra civile, dove convivono 17 diverse comunità, esempio di fusione culturale e religiosa non sempre riuscita, con le sue frontiere comuni con  Siria e Israele e flussi infiniti di rifugiati siriani e palestinesi in fuga dalla miseria e dai conflitti.
Beirut è la destinazione finale, affacciata sul mediterraneo, centro di tutte le sfide che attendono il medio oriente e punto d'inizio del terzo affascinante viaggio in musica degli Oiseaux-Tempête. Un appartamento affittato a pochi passi dal porto, le prime improvvisazioni insieme a musicisti del giro alternativo locale come il chitarrista Charbel Haber e il percussionista Sharif Sehnaoui dei Johnny Kafta Anti-Vegetarian Orchestra, Ali El Hout e Abed Kobeissy dei Two or the Dragon, Pascal Semerdjian e l'oud della cantautrice Youmna Saba. Abbozzi naif, brevi schegge e lunghe sessions affinate prima al Tunefork studio della capitale libanese e successivamente al loro ritorno in Francia, tra la Bretagna e Parigi con l'aiuto del batterista Sylvain Joasson, del sassofonista Stéphane Rives, dei contributi vocali di Tamer Abu Ghazaleh e G.W.Sok degli olandesi The Ex e dall'elettronica di Mondkopf.

 

 

Notes from the Mediterranean sea é il lento e notturno approdo che apre il disco prima che il profondo giro di basso di Bab Sharqi ci conduca in città attraverso la porta d'oriente in un ipnotico crescendo di percussioni. Le strade, i clacson e le voci di Feu Aux Frontiers preludono all'arrivo in Siria presso l'antico tempio di Baalshamin a Palmyra tra intensi e liberi interventi fiatistici. Jazz, post rock, psichedelia, la musica di Oiseaux-Tempête sfugge ad ogni comoda definizione, del resto il programmatico titolo "la nostra mente é una spugna, il nostro cuore é un corso d'acqua" sintetizza perfettamente la capacità del gruppo di adattarsi alle influenze del luogo, per esempio lasciando all'Oud la possibilità di indicarci la strada per uscire da un groviglio di rumori prima della cupa litania di I don't Know What Or Why. Lingue diverse per differenti linguaggi, dal francese all'inglese fino all'arabo, dalle ossessioni di Electronique Résistance, al caos urbano di The Offering, dall'estaticità ambientale di Ya Layl, Ya 3aynaki (O Nuit, O Tes Yeux) all'eco lontano di "Wa Habibi", antico inno sacro maronita nella magica interpretazione di Feiruz, catturato all'angolo di una strada affollata per poi essere rimanipolato nelle elettroniche visioni di Carnaval. Gli oltre diciassette minuti di Through The speech of Stars ci riflettono una versione futuribile di Set The Control For The Heart Of The Sun di pinkfloydiana memoria trattata dalla furia dei Boredoms spingendoci nel profondo della notte, in mezzo alla tempesta, in attesa che ritorni ancora una volta l'alba (L'aube), che il mare si faccia nuovamente calmo e che ritornino ancora una volta le condizioni per salpare. Musica difficile e insieme terribilmente affascinante quella del duo francese, lontana anni luce dai facili esotismi orientali stereotipati, che trova la scintilla necessaria ad innescare una nuova rivoluzione delle idee nella confusione dei nostri tempi, definendo se é possibile una nuova,consapevole e plurale identità artistica.
 

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Emma Frank

08/01/2019

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