Leandro Cabral Trio


ALFA (Universal) CD

Il giovane pianista, compositore e arrangiatore paulista Leandro Cabral, dopo svariate collaborazioni con importanti artisti carioca contemporanei come Seu Jorge, Ed Motta, Maria Rita e un disco d'esordio nel 2015 dal titolo "Sobre Tradição" totalmente composto da riletture eseguite in quartetto, arriva finalmente alla maturità compositiva con "Alfa", album registrato nella perfetta formula del trio con il bassista Sidiel Vieira e il batterista Vitor Cabral. Escludendo due classici di Antonio Carlos Jobin come Otra Vez e Inùtil Paisagen e la bossa Rapaz de bem di Johnny Alf il resto appartiene all'estro e alla creatività del pianista brasiliano capace di plasmare un suono unico, con un'attenzione e una cura per i dettagli sopraffina, abbinata ad un gusto per la varietà ritmica che attinge alla tradizione Afro-Bahiana, utilizzandone ritmi spesso inusuali come il Vassi o l'Ijexa. Registrato in presa diretta sfruttando la meravigliosa acustica del teatro Alfa di Sao Paulo la musica del trio fluisce in maniera naturale, unendo un impeccabile tecnica strumentale ad una cura per i timbri degli strumenti, eccezionale. In queste dieci composizioni nulla é lasciato al caso, tutto é misurato e viaggia su un mirabile equilibrio tra gli elementi, dove anche e sopratutto il silenzio gioca un ruolo determinante creando una sorta di spazio da abitare secondo quell'estetica del vuoto tanto cara alla filosofia orientale.

Photos by Agê Barros & Rodrigo Bressane - Pandalux

La misterica progressione di O amor que se deu o l'incanto lirico di Rute e sua grandeza, aprono la strada al fascino della voce di Vanessa Moreno e al Sax soprano di Càssio Ferreira, unici ospiti di un disco che continua il suo percorso con la ritmica serrata di O grande azul e l'introspettivo piano solo di Valsa do Amanhà, prima di tornare a pulsare nell'incedere dei tamburi di Alma. In Marcela c'è tutta la sensibilità e la passione intima dell'amore un attimo prima di rinnovare l'eterno ringraziamento al monumento della musica brasiliana Jobim con la conclusiva Inùtil Paisagem, classico senza tempo che seppur privato della voce di Elis Regina, riesce nel miracolo di stupire, lasciando a noi lo spazio necessario per riempirlo delle emozioni legate ai nostri ricordi più belli.

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