Grèn Sémé

07/11/2016

HORS SOL (Washi Washa) CD

 

Quest'anno avevamo già parlato della piccola isola della Riunione, situata ad est del Madagascar nell'Oceano Indiano in occasione del notevole disco di Christine Salem, giovane autrice in grado di proporre una visione moderna della tradizione Maloya inglobandone elementi blues e folk di matrice americana. Anche i Grèn Sémé di Carlo De Sacco e Bruno Cadet vanno in questa direzione definendo una mappa sempre più interessante della vitale "nouvelle gènèration" della musica rèunionnais.

"Hors sol" é il secondo album del gruppo dopo l'apprezzato esordio del 2011 ed é un deciso passo in avanti verso territori sempre più contaminati dal rock alternativo. Sotto la direzione attenta del produttore francese Jean Lamoot (Noir Dèsir, Alain Bashung) i ritmi, le pulsazioni e gli accenti ternari tipici della musica dell'isola vengono spinti verso una dimensione fluida come nelle dilatate tastiere dell'omonimo brano di apertura. L'atmosfera desertica di La rue si poggia sulla ritmica circolare di un basso ipnotico, come la spaziale Maloya la dès su un variegato campionario di synth dal sapore '80. I raffinati e rarefatti reverberi della splendida Pésèr e la marcata influenza sud sahariana di Marguerite sono perle di grande atmosfera in un alternanza di creolo e francese. Lo spazio per la confidenziale Tu me manques dèja, attimo sognante prima dello spoken Word di Pariez e di Une minute de silence in un clima surreale di poesia e impegno sociale. La penna di Carlo de Sacco non é solo ispirata dalla natura incontaminata e dai cieli azzurri di questa meravigliosa isola ma sopratutto come nella vecchia tradizione Maloya dagli aspetti sociali più controversi (Ti Marik), sostenuta da una voce espressiva, intensa e talvolta drammatica e accompagnata da una band perfetta nel giostrarsi tra percussioni ancestrali, chitarre psichedeliche e vecchie tastiere analogiche.

"Hors sol" non é solo un grande disco, é anche un tentativo riuscito di cambiare, perchè le tradizioni che non cambiamo, oggi semplicemente muoiono privandoci per sempre della loro esperienza preziosa.

 

 

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Emma Frank

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