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Jarrett Cherner

02/10/2016

EXPANDING HEART (BaldHill Records) CD

 

Quello del pianista di Brooklyn Jarrett Cherner è sicuramente uno dei nomi sul quale puntare per gli anni futuri. Emerso grazie all’ottimo debutto in trio “Burgeoning” del 2006 e per i due dischi in quintetto registrati a nome Sketches, il musicista newyorkese completa ora la sua crescita personale con questo nuovo “Expanding Heart“ a suo nome, pescando da materiale originale e alcune cover. Dopo il breve Opening pianistico, l’attenzione del Trio si sposta immediatamente nella rilettura creativa di What Reason Could I Give, dal classico di Ornette Coleman tratto da “Science Fiction”, dove Jarrett prova a trasformarne la melodia fino ad invertirla alleggerendone il risultato con abile maestria, mantenendone inalterata la bellezza. Il valzer in minore di Distance dimostra l’affinità del Trio, con il basso di Jorge Roeder e la batteria di Jason Burger a creare un perfetto Interplay con il piano di Cherner. I Got The Will è un pezzo magari meno conosciuto nel repertorio di Otis Redding, ma risulta perfetto in un disco dove l’amore gioca un ruolo fondamentale, almeno quanto la volontà e se c’è la volontà ci deve essere anche un modo per riavere l’amore perduto e questo è ciò che interessa a Cherner.

 

 

Meditation 1, dedicato a Ravel e al grande Barry Harris  fa parte di un trittico che svela l’interesse del pianista per la meditazione, un mezzo per trovare pace quando la mente si fa instabile come nei complessi e frenetici contrappunti di Whispering, classico reso celebre da Paul Whiteman. Meditation 2 è un passaggio disteso e rilassato prima dell’intricato tema di Here We Go Again, dove cambiano gli interpreti con il basso di Haggai Cohen-Milo e la batteria di Richie Barshay. Hoppe è una ballata classica, lenta e piena di sentimento prima del boogie-blues di Turnaround, altro omaggio al genio di Ornette Coleman.

La chiusura è affidata a Meditation 3, dove Cherner riprende e sviluppa il tema pianistico dell’Opening iniziale con una forza e una capacità d’introspezione davvero potente, donando una luce nuova all’intero lavoro.

 

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Emma Frank

08/01/2019

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