Eric Revis Trio

23/05/2016

CROWDED SOLITUDES (Clean Feed) Cd Distr. Goodfellas

 

Abbiamo lasciato da poco il bassista Eric Revis nel fantastico disco di Aruán Ortiz “Hidden Voices” recensito da Argonauta solo qualche settimana fa. Ora lo ritroviamo alla guida del suo Trio con Kris Davis al pianoforte e Gerald Cleaver alle pelli (anche lui nel disco di Aruán Ortiz) al posto di Andrew Cyrille presente nel precedente City of Asylum , uno dei migliori album del 2013. Eric Revis è uno dei più apprezzati musicisti della scena Jazz newyorkese, membro per anni del Branford Marsalis  group, ha recentemente collaborato anche nell’ultimo lavoro del trombettista Avishai Cohen, autore di quel "Into The Silence" che per chi scrive resta il miglior disco dell’anno in corso. In questo "Crowded solitudes" troviamo tutta la complessa idea musicale del bassista, alla ricerca di un linguaggio futuribile recuperando la tradizione del passato.

 

 Qui per tradizione si intende il Free-Jazz, punto di partenza per una esplorazione completa nei territori dell’improvvisazione. L’apertura di Arcane 17 è un universo di idee dove il corposo basso di Revis apre spazi per i frammenti melodici del piano di Kris Davis, tanto vicino allo stile di Cecil Taylor in un crescendo percussivo spasmodico prima di chiudersi in un riff minimale. Il campione vocale di un bimbo apre Bontah trascinandoci in un vorticoso scambio di battute tra i tre. Il notturno fascino discreto di Victoria è una boccata di ossigeno prima di tornare a violentare le corde del basso come in Qb4r. Lo swing di D.O.C pur nella sua lenta e inesorabile decostruzione melodica si ancora nella tradizione del be-bop come del resto Vertical Hold.

Il brano che titola l’intero lavoro e il finale Anamnesis invece sono due perle di grande atmosfera, giocate sull’abilità nel riempire gli spazi di silenzio, con un’attenzione alla dinamica e al timbro degli strumenti fino alla martellante apoteosi conclusiva. L’etichetta portoghese CLEAN FEED si dimostra ancora una volta capace di intercettare la miglior musica creativa in circolazione e questo "Crowded solitudes" é di certo uno degli album essenziali per chi ama il jazz più avanzato.

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Emma Frank

08/01/2019

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