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Gustavo Santaolalla


QHAPAQ ÑAN - Desandando el camino (Ariola) CD

Il Qhapaq Ñan è l’antico cammino degli Incas. Le strade tracciate dall’impero in epoca precolombiana per collegare il nord al sud del regno. Il Camino Real era la via interna, quella che partiva da Quito in Ecuador e attraversava la cordigliera, con picchi fino a 5000 metri di altezza, passando per la capitale Cuzco scendendo in Bolivia per raggiungere Tucumán in Argentina. Il Camino de la Costa invece correva parallelo all’oceano fino a Santiago del Cile.

"Qhapaq Ñan - Desandando el camino" è anche il titolo del documentario girato dal regista Andrés Nicolás Cuervo sull’idea del compositore argentino Gustavo Santaolalla, qui anche in veste di attore protagonista. Il musicista premio oscar per Babel e Brokeback Mountain ripercorre il cammino compiuto dagli antenati per riscoprire tradizioni e usanze, avvicinandosi alla conoscenza di popoli indigeni come i Quechua tra scenari permeati da grande misticismo. Altopiano, costa, sierra, deserto o foresta, una straordinaria varietà di climi e abitudini diverse, assorbite, elaborate e tramandate da queste popolazioni antichissime.

La musica è perfetta, grazie al talento smisurato di Santaolalla e la sua capacità unica di abbinare suoni e immagini. Strutture minimaliste costruite attorno al suo personale fingerpicking, un vasto campionario di strumenti a corda latino americani come il Ronroco di Desandando el camino, la tipica chitarra andina che insieme al Charango e il Cuatro venezuelano è quello che maggiormente lo rende riconoscibile come nelle melodie di Cordon de plata o nella struggente nostalgia di Alma, recuperati dal disco precedente “Camino” del 2014 o la meravigliosa De Ushuaia a la Quiaca dalla colonna sonora di “I diari della motocicletta”. C’è l’elettronica di Gestando e Tastil, la Cooderiana elettricità di Calmamente e le reiterazioni alla Harold Budd di Trama Mantra, le percussioni tribali di Corriendo e un paio di contributi vocali come la canzone popolare argentina No se que tiene mis penas o la conclusiva No existe fuerza en el mundo, ballata portata al successo dal cantautore León Gieco e qui interpretata da Santaolalla. Un disco che è una somma di varie esperienze e un omaggio appassionato all’America latina da uno dei più grandi compositori contemporanei, augurandoci una prossima distribuzione europea anche del documentario.

Scopri di piú:

Qhapaq Ñan, il vecchio cammino Incas, Patrimonio dell'Umanitá.

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