Teho Teardo & Blixa Bargeld

18/04/2016

NERISSIMO (Specula) LP/CD

Distr. Audioglobe

 

Tre anni sono serviti per dare un seguito a "Still Smiling", nel mezzo un disco commissionato dalla città belga di Diksmuide per commemorare il centenario della prima guerra mondiale per gli Einsturzende Neubauten di Blixa Bargeld e  "Le retour à la raison. Musique pour trois films de Man Ray" per Teho Teardo. Quello che sembrava un semplice divertimento prende sempre  più le sembianze di un progetto a lungo termine. Registrate tra Roma e Berlino le dieci canzoni di questo "Nerissimo" suonano più scure e limacciose del suo predecessore, laddove il violoncello disegnava la melodia ora c’è il suono profondissimo di un clarino basso, suonato da Gabriele Coen, leader dei Klezroym e autore di due dischi per la Tzadik di John Zorn, accompagnato dagli archi, orchestrati meravigliosamente e sostenuti da un basso pulsante. Sull’ossatura minimalista creata da Teardo si inseriscono in modo apparentemente casuale suoni, rumori, interferenze radio, sampler con al centro la voce cruda, asciutta di Blixa Bargeld.

 

E’ proprio la casualità la carta più preziosa giocata dai due per cambiare il corso dei brani, spostando improvvisamente l’attenzione di chi ascolta da un posto all’altro della scena, per poi tornare al consueto andamento ipnotico che caratterizza tutto il lavoro. Nerissimo in testa e in coda al disco, la prima in inglese e la seconda in italiano, dove si elenca una serie di colori che non possono identificare una voce perché l’unico in grado di farlo è quello che tutti li contiene, appunto il nero. Si prosegue con l’ossessiva DHM 2 prima di liberarsi con la potente progressione di Ich bin dabei che ricorda l’andamento dei Neubauten di Alles wieder offen (2007). Il notevole trattamento riservato a The empty boat di Caetano Veloso,  spogliata della sua carica psichedelica per dare spazio a un crescendo marziale. 

La follia narrata in stile cartoon di Ulgae, storia di una regina alle prese con la microbiologia o ancora un velo di blues alla Kurt Weill in  Give me preparano al superbo finale, “nero, nerissimo, fino a quando arriveremo dall’altra parte e non c’è più buio.” 

 

Una curiosità è legata alla copertina che ricrea l’ambiente del capolavoro rinascimentale

“Gli ambasciatori”1533 (National Gallery, Londra) di Hans Holbein il Giovane.

 

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Emma Frank

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