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Fantastic Negrito

29/02/2016

DELUXE EDITION (Digital version)

 

Quella di Fantastic Negrito è una storia di incredibili rinascite, dopo essere stato per due volte molto vicino alla morte. Nato nel Massachusets da una famiglia di origine somala, il padre musulmano ultra ortodosso con una passione per la musica tradizionale africana lo introduce nella piccola moschea locale per imparare i canti religiosi. A 12 anni il primo shock culturale, dal piccolo paese la famiglia si trasferisce in California ad Oakland, dove negli anni 80 c’era una delle realtà afro americane più vivaci ma anche più pericolose d’America. Dai canti dell’Islam ai Funkadelic, dopo qualche anno lo si vede suonare con la sua band un blues selvaggio per i locali della città, tentativo disperato di emergere nella musica ma purtroppo anche negli affari di strada, fino al giorno in cui resta vittima di un conflitto a fuoco che quasi lo spedisce al creatore. Il tempo di riprendersi e parte il progetto di una nuova vita, direzione Los Angeles in cerca di celebrità con alcuni demo tape in tasca. Bastano quelli e l’incontro con un grosso manager per avere un contratto stellare con Interscope a suon di dollari. Quel progetto si rivela un fallimento, non è il momento giusto e tantomeno il posto giusto per la sua musica, il Gangsta Rap spopola nelle radio e Negrito dopo qualche anno di tentativi ne esce a pezzi e sconfitto decide di abbandonare il  sogno di diventare una star. Nel 2000 rimane in coma per un grave incidente stradale. Ne esce miracolato dopo 4 settimane ma lo aspetta il calvario di una complicata riabilitazione durata diversi anni.

 

 

Il 2008 è l’anno della svolta. Negrito torna a Oakland per stabilirsi in campagna dove coltiva ortaggi, alleva galline e si dedica alla famiglia e al figlio appena nato. La consapevolezza di poter ingannare la morte e la grande maturità acquisita lo convincono finalmente a credere nella sua musica. La creatività è tornata a sgorgare e questa volta è un fiume in piena. Ritorna alle radici del Delta Blues, a Skip James e Leadbelly , al soul di Parliament e Sly and the Family Stone miscelati all’ urgenza rock’n’roll di gruppi come White Stripes e Black Keys. Un album ascoltabile per il momento solo in digitale, una bomba pronta ad esploderci in faccia a partire dall’attacco Voodoo blues di Lost in a crowd.

Sono convinto che Jack White farebbe carte false per firmare un pezzo come  An honest Man, oppure la ballata pianistica The time has come che porta alla mente  la migliore Mavis staples, per finire con il funk della conclusiva A new beginning con hammond e chitarra wah wah tanto vicino ai Meters di "Fire in the Bajou". Da pochi giorni è in download anche il nuovo singolo "Working poor" e c'é da spellarsi le mani!

 

 

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Emma Frank

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