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Idan Raichel

29/02/2016

AT THE EDGE OF THE BEGINNING

(Cumbancha) CD

 

Idan Raichel chiude il cerchio e ritorna alle origini con il suo album più introspettivo e intimo, abbandonando le caratteristiche di musica globale del suo Project.

Ascoltando il nuovo disco sembra così lontano il suo capolavoro dello scorso anno the paris session diviso con il chitarrista maliano Vieux Farka Toure, uno degli esempi meglio riusciti di ponte tra diverse culture apparentemente inconciliabili. Recuperare il sentiero verso Kfar Saba e la casa dei genitori dove ritrovare gli strumenti usati quando era solo un bambino e riannodare un filo immaginario con l'infanzia. La vecchia casa dove portare la nuova famiglia, le due figlie, un posto tranquillo e lontano dal caos dove riflettere sulla ciclicità dell'esistenza. Il luogo giusto per ritrovare il gusto per le cose semplici, come il gesto di tenersi la mano descritto con la sola grazia di voce e piano in The warm handArrangiamenti essenziali, strumenti a corda, pianoforte e percussioni mai troppo invadenti, tutti suonati dallo stesso Idan, canzoni dall'animo gentile, permeate di nostalgia come in Ga'agua interpretata dalla suadente voce di Dana Zalah, uno dei rari ospiti del disco insieme al musicista marocchino Hassan Hakmoun, pochi contributi esterni rispetto a quello a cui ci aveva abituato in passato, forse perchè in questo momento l'unica cosa importante per Raichel era dipendere solo da se stesso e dalla sua anima.

 

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Emma Frank

08/01/2019

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