ARGORITMI

La selezione

di Enrico Mangione

Enrico Mangione conduce il programma ARGONAUTA 

tutti i martedí sera dalle 21.30 alle 23.00 su www.radiogwen.ch

JOHN BLEVIN'S MATTHERORN

Uzumati

Ears&eyes Records

Ci sono viaggi che ci segnano negli anni a venire, dalle cui sensazioni non riusciamo a staccarci, qualcosa in più di semplici viaggi fisici. Per il giovane e molto promettente trombettista Jhon Blevin uno di questi viaggi è stata la visita nel 2008 al Yosemite Park. Ora dopo dieci anni e dopo essersi ripreso da un gravissimo incidente in cui ha rischiato di perdere l’uso delle labbra, Blevin si guarda indietro e compone un disco che raccontando la storia piena di misteri della regione di Yosemite e dei suoi abitanti si interroga su ciò che viene perduto nel tempo quando si tramanda una storia.  Musicalmente siamo nel jazz più contaminato: largo uso di elettronica, incursioni post rock, ma anche ritmi in levare e qualche atmosfera ambient. Intrigante.

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DAVE GISLER TRIO

Rabbits on the Run

Intakt

Negli ultimi tempi dalle parti di Zurigo sembra esserci un fermento musicale interessantissimo che va ben al di là del jazz tradizionale, ma che anzi sente il bisogno di incorporare indie rock, psichedelia, elettronica, musica contemporanea, minimalismo. Mi vengono in mente alcuni nomi tutti con la stessa vocazione al rinnovamento del linguaggio jazzistico europeo, eppure tutti molto personali nella propria ricerca: Ikarus, Nick Bartsch, Hely, Kali e il Dave Gisler Trio. Gisler è un chitarrista interessantissimo, molto versatile e sempre sorprendente tecnicamente, in grado di passare da parti distorte e dissonanti ad atmosfere liquide ed avvolgenti con estrema naturalezza. Ad accompagnarlo il fenomenale batterista Lionell Friedli con il suo personalissimo e potentissimo drumming ed il bassista Raffaele Bossard che con le sue linee agili e profonde fa da collante alle divagazioni imprevedibili, a volte quasi noise rock dei suoi compagni di scorribande sonore.

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YAIR ETZIONY

As Above So Below

Lamour Records

“Ciò che sta sopra è ciò che sta sotto”, a questa massima dell’ Ermetismo per cui il Macro è il Micro, l’ Universo è Dio, Dio è l’ Uomo, l’ Uomo è la cellula e la cellula l’ atomo, si ispira il compositore israeliano, di base a Berlino Yair Etziony per questo nuovo disco. E’ facile immergersi in queste tracce che fondono dark drones, tessiture shogaze, svisate psichedeliche e ritmi tribali per farsi trascinare nel vortice che dalla massa sonora porta alla singola frequenza, finendo a scavare nei meandri della propria psiche.

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HANS CASTRUP

Symmetric Controversations

Groove Butta Records

Prolifico ed instancabile Hans Castrup ci sta abituando ad una serie di uscite di qualità decisamente alta. In questo disco, forse più che in altri (ma chi può dirlo con certezza data la mole di lavori che ha prodotto) il suo background di artista visuale ha una particolare influenza sul processo compositivo, per cui i suoni vengono trattati come fossero colori, stratificati e stesi sulla tavolozza sonora in modo da creare trame di frequenze e piani aurali sempre in movimento. I brani, nell’ idea originaria andrebbero ascoltati accompagnati dai video creati dallo stesso artista che potete trovare qui: www.beatwaverecords.com

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CELER

Nacreous Clouds

Two Acrons

A dieci anni di distanza la Two Acrons ristampa il terzo disco di Celer (quando ancora erano un duo formato da  Will Long e Danielle Baquet, ora Celer è il progetto del solo Long) e lo fa rimasterizzare al compositore e musicista elettronico Stephan Matieau. Occasione ghiotta quindi se vi siete persi una delle 300 copie della prima edizione. Di cosa stiamo parlando? Parliamo di una ambient molto suggestiva fatta con un misto di apparati digitali e loop di nastro analogico, un disco che si ispira alle nubi polari della Stratosfera (le Nacreous clouds appunto) e che in un ambito velocissimo come quello della musica elettronica a dieci anni di distanza regge ancora il confronto con le nuove uscite.

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CHRIS CORSANO & BILL ORCUTT

Brace Up!

Palilalia

Per gli amanti dell’ avangiuardia, del noise e del free jazz i due titolari di questo disco non necessitano presentazioni. Non un dream team sterile confezionato a tavolino per soddisfare le orecchie degli amanti di certe sonorità. Il duo suona come una vera band, c’è un sacco di energia, di interazione, di tensione e l’ obiettivo è sempre uno solo, la musica. Certo con Chris Corsano alla batteria il virtuosismo c’è ma è sempre al servizio della chitarra incontenibile di Orcutt che traccia percorsi caleidoscopici ed intricati a volte psichedelici, spesso abrasivi che veicolano il debordante drumming di Corsano e al contempo si fanno trainare dai suoi ritmi spezzati e fulmicotonici in un vortice free rock di grande impatto.

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BITCHIN BAJAS

Rebajas

Drag City

Nuovo disco per gli instancabili esploratori dello spazio Bitchin’ Bajas. In questo caso si tratta di una raccolta in formato CD, 6 dischetti che contengono tutte le 11 uscite del gruppo di Chicago per un totale di ben 45 brani. Opera importante quindi sia per i completisti sia per chi voglia farsi un idea di una delle più interessanti band degli ultimi anni.

A quanto pare Rebajas è la celebrazione di un epoca che si chiude, il modo dei Bajas di voltare pagina, l’ultima occasione di goderci i loro viaggi siderali e le loro sequenze cosmiche prima di un nuovo Big Bang.

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BOGIE / KAUFMANN / MANN

Volume 1

Figure & Ground Records

Primo disco per il trio formato da Stuart Bogie, Josh Kaufman Geoff Mann, rispettivamente alle ance, alla chitarra e alla batteria. Album di improvvisazioni ma che non suonano esattamente come tali. Potremmo infatti parlare più di composizione istantanea. Il disco viene dato come jazz, ma è una categoria riduttiva, c’è del jazz certo (si tratta di noti session men che frequentano da anni queste sonorità) ma c’è anche il folk, la psichedelia, qualche increspatura rock e a volte perfino qualche incursione più elettronica.  Pur mantenendo la melodia sempre al centro dei pensieri della band, le strutture sono sempre sorprendenti e non si perde mai quella sensazione di viaggio tipica delle migliori libere improvvisazioni .

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FREDFRITHTRIO

Closer to the Ground

Intakt

Quando penso ad un nuovo disco di Fred Frith, a parte l’eterna gratitudine per ciò che ha fatto per la chitarra moderna, penso ad un disco in solo. Alla fine con le sue preparazioni, la sua visione e la sua capacità tecnica riesce a suonare come un’ orchestra anche in completa solitudine. Quindi perchè ora un disco in Trio? Perché, parole dello stesso Frith, ci sono cose che puoi fare solo se sei una band, perché dopo 40 anni di carriera solista tornare a far parte di una famiglia musicale può essere un ottimo stimolo a rimetterti in gioco. Onestamente se il risultato è questo allora mi chiedo Fred, perché non l’ hai fatto prima? Insomma noi fan non siamo mai contenti, ma Fred Frith resta sempre un gigante.

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ADAM HOPKINS

Crickets

Out of your head Records

Doppio debutto per il contrabbassista e compositore di base a New York Adam Hopkins. Doppio perché è il primo disco a suo nome e perché è la prima uscita della sua etichetta Out Of Your Head Records (nome che è tutto un programma…).

Opera prima certo ma non per questo ingenua o di poco valore, la scrittura è infatti complessa e denota una certa maturità artistica, le ispirazioni dichiarate sono le più varie (Tim Berne, Henry Threadgill, and Igor Stravinsky ma anche Pavement e Nirvana) e si traducono in freschezza nell’ approccio alla materia jazzistica (molti gli spazi dedicati all’ improvvisazione) che si avvale anche di una formazione non convenzionale (chitarra, basso , batteria e tre sassofoni) e frequenti incursioni in territori più rockeggianti. Per gli amanti del Jazz moderno ma anche del rock anni 90.

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SUSS

Ghost Box Expanded

Northern Spy Records

Ghost Box è uscito a Febbraio, ma adesso la Northern Spy ha deciso di rilasciare una nuova versione espansa per arricchire un mondo sonoro che ci aveva già affascinato la prima volta e che con questi quattro nuovi pezzi ci strega definitivamente. Per chi si fosse perso la prima edizione, la musica dei SUSS è una sorta di desert country trasfigurato che si scioglie in avvolgenti ambientazioni notturne, in cui sibilano fantasmi (non a caso Ghost Box) Morriconiani, nebbie shoegaze che offuscano la vista e drone siderali capaci di smuovere tempeste di sabbia. Insomma musica da ascoltare in macchina, a tarda notte, su qualche statale deserta a tutto volume.

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HAN

Tuning the Invisible

Own Release Catalogue number: 02

HAN è il nome del duo formato dal sound designer e compositore Emidio Buchinho e dal musicista elettronico e artista visuale Vitor Joaquim a ben 32 anni dal loro precedente progetto Clã. Il disco è stato composto in diverse fasi: una prima di improvvisazione e processamento del suono live, una seconda in cui queste registrazioni sono state rivisitate dai fidi Carlos Zíngaro, Nuno Canavarro e Ulrich Mitzlaff ed infine l'ultima di mix, editing e rimanipolazione elettronica. Il risultato? Affascinante, un flusso di suoni acustici ed elettronici sapientemente amalgamati alla ricerca costante dell’ equilibrio instabile.

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CHRISTOPHER CHAPLIN 

Paradise Lost

Fabrique Records

Secondo lavoro a distanza di due anni da “Je suis le tenebreaux” per il compositore Londinese Chirstopher Chaplin, così come il precendente anche questo disco mette in musica un’ opera poetica. Questa volta si tratta della Divina Commedia di lingua inglese ossia Il paradiso Perduto di Milton. Lo stile è quello che ha attratto la nostra attenzione un paio di anni orsono e cioè quel mix di musica orchestrale, cut-up, inserti elettronici, destrutturato e perennemente sospeso in uno strano limbo a metà tra sonno (disturbato) e veglia. Ma questa volta, probabilmente grazie al poema affrontato, il discorso è ancora più originale e profondo. Compositore di non semplice ascolto ma sempre interessante. Da tenere d’ occhio.

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ARVE HENRIKSEN 

The Height Of The Reeds

Rune Grammofon

Se vi foste trovati tra Aprile e Maggio 2017 dalle parti di Kingston Upon Hull e aveste avuto voglia di farvi una passeggiata con tanto di colonna sonora in cuffia sul secondo ponte a campata più lungo del mondo, allora i suoni di questo disco non rappresenteranno una novità. Per tutti quelli che invece si sono persi questa installazione “ The Height Of The Reeds” è un modo di “camminare senza muoversi” sospesi sull’ acqua per più di due chilometri in compagnia dei suoni visionari di tre musicisti da urlo. Il disco infatti è a nome Arve Henriksen ma ad accompagnarlo ci sono altri due giganti della scena nord europea quali Jan Bang ed Eivind Aarset. Il tutto impreziosito dai field recordings di Jez Riley French e dalle parole del poeta Nils Christian Moe-Repstad

Affascinante.

CAMILA FUCHS 

Heart Pressed Between Stones

ATP Recordings

Secondo disco per questo duo metà tedesco metà messicano ma di base a Londra.

Sveliamo subito le carte, si tratta di elettronica cantata con molti riferimenti (più che altro per il timbro della voce) a Bjork . Ed infatti l' artista Islandese è solo un punto di partenza per salpare verso territori avant pop glaciali e scuri che rivelano un accurato lavoro di cesello facendo si che musica e parole si compenetrino e completino come in unica massa sonora e di significato. Interessante anche l’ uso dei suoni più concreti (registrati in luoghi accuratamente scelti ed usando tecniche di audio 3D)

all’ interno delle dense trame elettroniche,

così come l’ idea di lasciare la voce il piú possibile “nuda” per creare un forte senso di intimità con l’ ascoltatore.

Consigliato per quelle sere di Ottobre in cui

l’autunno si fa più grigio ed il freddo torna a bussare alla porta.

QUESTA SETTIMANA

Emma Frank

8 Jan 2019

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